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Montanara 3/5

Filmato realizzato nel febbraio 2009. Luogo di ripresa: Centro sociale anziani Montanara.
Guerra mondiale, mitragliamenti aerei;
storie di bambini tra i residuati bellici: raccolta bossoli di ottone per rivendita, esplosione spoletta e mutilazione, bambino si appropria di fucile mitragliatore tedesco.
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G: “…storie ad esempio, che non sono storie vere e proprie. Mi ricordo che andavamo a cercare qualcosa nei cariagi, subito dopo il 25 aprile, che quelli svelti c’erano andati di notte, i tedeschi sono spariti all’imbrunire…hanno fatto saltare …comunque i cariagi c’erano…e siamo andati fuori di giorno…io e mio fratello siamo scappati, abbiamo scavalcato il cancello perché mia madre aveva messo il lucchetto, ma c’era il cancello.

C’era anche qualche altro amico. Ad un certo momento sento uno: –Ehi senti fa tic-tic- e un altro che era più grande fa:-Buttalo via!- , l’ha buttato così… però gli sono partite tre dita. Era una spoletta…che ne so io cos’era… so che ha detto - Eh fa tic tic - , ci ha pensato un po’…-che bellino…fa tic-tic.-Anch’io stavo portando a casa un fucile mitragliatore tedesco... era lì, quelli che ci sono andati di notte non l’avevano mica portato a casa perché loro cercavano dell’altra roba…gomme…c’era il nastro dentro, ho detto beh lo porto a casa…l’ho arrotolato…poi in spalla…ho fatto come di qua a là… mi è arrivato un calcio nel culo. Ha fatto bene eh!

Poi mi ha preso il coso : -Vai a casa- Se lo incontrassi ancora adesso, lo ringrazio.”

F: “ Chi era quello lì?”

G: “Non lo so. Uno..oh … ha visto un ragazzino di dieci anni con il fucile mitragliatore in spalla… farei così anch’io adesso, mi ha dato una pedata nel culo proprio da centravanti, poi me l’ha strappato -Vai a casa-. Ne abbiam portati in casa perché… io e mio fratello, specialmente lui che era più vecchio aveva qualche idea… ad esempio al Molinetto c’era una specie di centro di controllo del traffico per la Spezia. C’erano i tedeschi…controllavano…insomma non so cosa controllassero però... Allora lì si ammucchiava sempre un po’ di traffico…e gli inglesi o gli americani per mitragliare infilavano o via Spezia, avevano una direttiva precisa, oppure lo stradone per andare al Molinetto, comunque da ponte Italia infilavano dritto per via Spezia, secondo me perché avevano precisa la linea di tiro. Quando mitragliavano cadevano i bossoli che erano d’ottone, l’ottone allora veniva cercato disperatamente, io e mio fratello partivamo e l’andavamo a cercare, andavamo anche giù nel Parma, qualche volta li trovavi, specialmente con la neve vedevi i buchini, che poi cadevano ancora caldi…gli andavamo a raccogliere …via Milazzo. Una volta eravamo in via Milazzo,cercavamo sempre questi bossoli e un aereo che scende, che si sentiva, perché urlavano, quando venivano in picchiata avevano un urlo particolare…chissà perché… anche lì un uomo che ci ha buttato dentro un cancello. Perché quando sparavano non guardavano mica se c’era un ragazzo…non tiravano a te… però se dovevano sparare… Sono ancora qua, mi sono scottato con un proiettile tracciante, però…”
Pubblicato da: Parmachesiparla il 10/03/2009
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Parole chiave:
memorie, guerra mondiale, residuati bellici, bambini, giochi, giochi pericolosi
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